Pirelli – Una società ancora italiana?

pirelliPirelli è una delle società che ha dimostrato di saper crescere ed innovare come poche altre. Nata nel 1872 per volere di Giovanni Battista Pirelli, che fondò la “Pirelli & C.”, inizialmente la produzione si concentrava su articoli di gomma elastica, poi si ampliò a tutto ciò che riguardava questo materiale.

Uno degli uomini che ha fatto di più la storia della società e che l’ha traghettata da una situazione altamente debitoria ad una in cui ha dimostrato di avere dei bilanci in piena regola è Marco Tronchetti Provera. La storia di Marco Tronchetti Provera è quella classica del “self-made man”, ovvero un uomo che si è fatto da sé, che ha saputo cogliere le necessità del mercato e canalizzare i suoi sforzi.

L’imprenditore milanese è arrivato più di recente alla ribalta dei media nazionale per la decisione di vendere Pirelli ai cinesi di Chem China, una mossa che in pochi si aspettavano e che ha destato molto scalpore.

L’ennesima eccellenza italiana che lascia il nostro paese, cosa che deve far riflettere molto soprattutto a livello di governo: perché Tronchetti Provera è stato “costretto” a prendere questa decisione, quali sono state le cause scatenanti?

Il punto principale della questione è l’aver voluto dare a Pirelli un’opportunità per sopravvivere, per evitare di essere inglobata all’interno di aziende concorrenti più grandi e potenti, come Continental (curiosi come proprio Pirelli, ad inizio degli anni ’90, abbia tentato di scalare l’azienda tedesca e come oggi i ruoli si siano potenzialmente invertiti).

Per assicurare che il nome Pirelli potesse continuare ad andare avanti, Tronchetti Provera, che tra le altre cose è anche vicepresidente CDA Mediobanca, ha preferito vendere ai cinesi, anche grazie ad un “patto di ferro” che assicura la permanenza in Italia di tutti gli stabilimenti e gli uffici Pirelli, senza eccezione alcuna, e questo anche per gli anni a venire.

Chiedersi, pertanto, se Pirelli è ancora oggi una società italiana, ha una doppia risposta: da un lato non lo è, se si considera che effettivamente le quote societarie sono in mano ai cinesi, dall’altro lo è ancora perché non cambia nulla in termini di sviluppo tecnologico ed operativo. Per cui ci sentiamo assolutamente di dire che, si, Pirelli è ancora oggi un’impresa tricolore. Per approfondire, leggi argomenti su Tronchetti Provera su Fatto Quotidiano.

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