I grandi finanziatori stranieri: da dove arrivano i grandi capitali?

Negli ultimi anni la tendenza ha visto un cambiamento dell’immagine italiana nel mondo: il nostro paese, infatti, si è trasformato da meta inarrivabile a nazione di conquista, dove i grandi finanziatori stranieri stanno decidendo di investire il proprio denaro sia nei più disparati progetti imprenditoriali, che nel settore immobiliare.

La Repubblica ha recentemente parlato di cifre esorbitanti, che si aggirano attorno ai 30-35 miliardi di euro e riguardano quei capitali esteri che ogni anno vengono accolti nella nostra Penisola: secondo il rapporto realizzato dall’apposita agenzia delle Nazioni Unite, questo denaro in entrata equivale ad un 2,1% dello stock totale degli investimenti effettuati al di fuori dei confini di appartenenza.

Tra gli affari di origine straniera realizzati in Italia, non possiamo dimenticare di citare quella della Qatar Holding per l’acquisizione del 40% del quartiere milanese di Porta Nova, una zona concentrata attorno al grattacielo di nuovissima generazione che porta la firma di Unicredit: si tratta di un progetto che ha preso vita da un’idea del gruppo statunitense Hines e coordinata dall’imprenditore Milanese Manfredi Catella.

Ma non solo. I cinesi, ad esempio, hanno quintuplicato negli ultimissimi anni la quantità di capitale estero investito nel nostro paese, arrivando ad impiegare cifre che ad oggi raggiungono i 700 milioni di euro: tra i finanziatori del Sol Levante, infatti, troviamo la Shandong Heavy Industry, che di recente ha conquistato il 75% degli yacht di lusso del Gruppo Ferretti.

La famiglia tailandese Chirathivat, invece, ha deciso di investire ben 260 milioni di euro per l’acquisto di uno dei simboli dello stile di vita e della moda italiani, quale è il gruppo Rinascente mentre l’indiana Tata sta già puntando la Ferrari di Maranello. I russi mostrano molto interesse nei confronti delle società del settore minerario o manifatturiero; al contrario dal Brasile arrivano sempre più proposte che riguardano il settore commerciale ed immobiliare.

Questi sono solo alcuni esempi di scelte che gli investitori d’Oltralpe hanno fatto in Italia, il che dimostra che le potenzialità nel nostro paese sono molte di più rispetto a quelle che possiamo immaginare e, a dire il vero, se non ci fossero molti limiti burocratici e giudiziari, il loro numero aumenterebbe. Solo con l’aumento del denaro straniero è possibile riprendersi dalla crisi creando nuovi business e diventando più competitivi al di fuori dei confini nazionali.

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